Clascoterone per capelli: meccanismo, studi clinici e disponibilità

Clascoterone per capelli: come funziona, studi Phase III e galenica

Il clascoterone è uno degli attivi più interessanti tra i nuovi trattamenti studiati per l’alopecia androgenetica. A differenza di finasteride e dutasteride, non nasce per ridurre la produzione di DHT: agisce più a valle, antagonizzando il recettore degli androgeni direttamente nel tessuto in cui viene applicato.

È una differenza farmacologica importante e spiega perché il clascoterone venga studiato come antiandrogeno topico per il cuoio capelluto. Ma tra meccanismo d’azione, risultati clinici, sicurezza, concentrazione e formulazione ci sono diversi aspetti da distinguere.

In questo articolo riuniamo e aggiorniamo i contenuti dei due approfondimenti video dedicati al clascoterone, integrandoli con i dati disponibili fino al 2026.

Cos’è il clascoterone?

Il clascoterone, noto anche come cortexolone 17α-propionato o CB-03-01, è un antagonista del recettore androgenico sviluppato per uso topico. In vitro è stato dimostrato che antagonizza il recettore degli androgeni nelle cellule della papilla dermica umana, uno dei compartimenti chiave nella biologia del follicolo pilifero.

Nell’alopecia androgenetica, il DHT si lega al recettore androgenico dei follicoli geneticamente predisposti e contribuisce alla progressiva miniaturizzazione. Il clascoterone cerca di interferire con questo segnale a livello del recettore.

Clascoterone vs finasteride e dutasteride: non fanno la stessa cosa

È uno dei punti più importanti per comprendere questa molecola. Finasteride e dutasteride inibiscono la 5-alfa-reduttasi, cioè l’enzima che converte il testosterone in DHT. Il clascoterone, invece, non deve necessariamente ridurre la produzione di DHT: compete con gli androgeni a livello del loro recettore.

In modo semplificato:

  • finasteride/dutasteride → riduzione della formazione di DHT;
  • clascoterone → antagonismo locale del recettore androgenico.

Questa differenza rende il clascoterone interessante anche come possibile strategia complementare, ma un meccanismo diverso non dimostra automaticamente un’efficacia superiore. Il confronto deve essere fatto sui dati clinici e sulla specifica formulazione studiata.

Per approfondire il confronto farmacologico puoi leggere anche l’approfondimento su finasteride e alopecia androgenetica e l’articolo sulla dutasteride topica.

Clascoterone e acne: cosa è già autorizzato?

Il clascoterone non è una molecola priva di esperienza clinica. Nell’Unione Europea Winlevi, crema contenente clascoterone 10 mg/g (1%), ha ottenuto l’autorizzazione per il trattamento dell’acne vulgaris negli adulti e dell’acne facciale negli adolescenti dai 12 anni.

Questo dato non deve però essere confuso con l’alopecia: la crema all’1% per l’acne e la soluzione studiata sul cuoio capelluto sono formulazioni, concentrazioni e indicazioni differenti.

Perché il clascoterone interessa per i capelli?

Le cellule della papilla dermica dei follicoli androgeno-sensibili esprimono il recettore androgenico. Studi sperimentali hanno mostrato che il clascoterone può antagonizzare l’attività androgenica in queste cellule. Questo fornisce il razionale biologico per studiarlo nell’alopecia androgenetica.

Il punto interessante è cercare di ottenere un’attività antiandrogena prevalentemente locale sul cuoio capelluto, evitando per quanto possibile di modificare l’assetto androgenico sistemico. “Topico”, tuttavia, non significa automaticamente “zero assorbimento sistemico”.

Cosa aveva mostrato la Fase II?

Nel programma di sviluppo per l’alopecia androgenetica maschile è stato condotto uno studio dose-ranging di 12 mesi su oltre 400 soggetti, valutando differenti regimi di clascoterone in soluzione: 2,5%, 5% e 7,5% due volte al giorno e 7,5% una volta al giorno, confrontati con il veicolo.

Tra i regimi studiati, il 7,5% due volte al giorno aveva mostrato il maggiore impatto numerico sulla crescita dei capelli. Questo dato è importante per ricostruire lo sviluppo della molecola, ma non significa che il 7,5% sia automaticamente la concentrazione da utilizzare nella pratica: il successivo programma registrativo di Fase III ha infatti scelto una soluzione al 5%.

Perché oggi il 5% è la concentrazione di riferimento negli studi sull’AGA

Una precisazione importante riguarda la concentrazione. La crema industriale autorizzata per l’acne contiene clascoterone all’1%, ma questo non è il dosaggio studiato nel programma registrativo per l’alopecia androgenetica maschile. I due studi pivotal di Fase III SCALP 1 e SCALP 2 hanno utilizzato una soluzione topica di clascoterone al 5%.

Nel protocollo dei Phase III i partecipanti applicavano circa 1,5 mL di soluzione al 5% due volte al giorno sulle aree interessate di vertex e tempie. Una soluzione al 5% corrisponde nominalmente a circa 50 mg/mL: il protocollo studiava quindi un’esposizione applicata molto diversa da quella della crema all’1% utilizzata nell’acne. Questo confronto mostra perché non sia corretto assumere l’1% come concentrazione tricologica di riferimento soltanto perché coincide con il medicinale autorizzato per l’acne.

Nella pratica magistrale osservata dal nostro laboratorio, le prescrizioni mediche per alopecia androgenetica che riceviamo sono oggi frequentemente impostate al 5%, in coerenza con la concentrazione scelta nel programma clinico SCALP. Resta comunque un impiego off-label: concentrazione, quantità applicata, frequenza e durata sono definite dal medico prescrittore sulla base del singolo paziente.

SCALP 1 e SCALP 2: i risultati della Fase III

Il passaggio più importante è arrivato con i due studi pivotal SCALP 1 e SCALP 2, due trial randomizzati con disegno sostanzialmente identico che hanno coinvolto complessivamente 1.465 uomini con alopecia androgenetica lieve-moderata.

La formulazione studiata era clascoterone soluzione 5% applicato due volte al giorno. Nel dicembre 2025 lo sponsor ha comunicato che entrambi gli studi hanno raggiunto l’endpoint di efficacia basato sul Target-Area Hair Count (TAHC).

I numeri diventati più famosi sono un miglioramento relativo rispetto al veicolo del 539% in SCALP 1 e del 168% in SCALP 2.

Attenzione al “539%”: cosa significa davvero?

Questo dato non significa che il paziente sviluppi il 539% di capelli in più. È una misura relativa rispetto alla variazione osservata nel gruppo veicolo. Quando il miglioramento del controllo è piccolo, il rapporto percentuale può diventare molto elevato.

Il fatto che due studi con disegno simile abbiano prodotto valori relativi così differenti — 539% e 168% — è un buon motivo per non trasformare il numero più alto in uno slogan. Il messaggio scientificamente più corretto è che entrambi gli studi pivotal hanno raggiunto l’endpoint dichiarato dallo sponsor, mentre la dimensione esatta dell’effetto va valutata sui dati completi.

Al momento della stesura di questo articolo, i risultati numerici completi di SCALP 1 e SCALP 2 non risultano ancora pubblicati integralmente in una rivista peer-reviewed: i principali dati di Fase III provengono quindi dalle comunicazioni dello sviluppatore e dai registri degli studi.

Cosa sappiamo a 12 mesi?

Nell’aprile 2026 sono stati comunicati anche i dati di sicurezza a 12 mesi. Secondo lo sponsor, il profilo di sicurezza è rimasto comparabile al veicolo e i soggetti che hanno proseguito il trattamento hanno mantenuto una crescita dei capelli nel tempo, mentre nei soggetti passati al veicolo dopo il mese 6 il beneficio tendeva a ridursi.

Anche questi dati sono importanti, ma vanno letti distinguendo comunicati topline e pubblicazione scientifica completa.

Perché il clascoterone ha un’attività prevalentemente locale?

Una delle caratteristiche farmacologiche più interessanti del clascoterone è ciò che accade dopo la penetrazione cutanea. La molecola è progettata per esercitare l’attività antiandrogena soprattutto nel tessuto in cui viene applicata; la quota che viene assorbita viene rapidamente idrolizzata dalle esterasi della cute e del plasma a cortexolone, metabolita con attività antiandrogena minima o inattiva. Questo rapido metabolismo contribuisce a limitare l’esposizione antiandrogena sistemica.

È quindi più corretto dire che il clascoterone viene rapidamente inattivato metabolicamente dopo l’assorbimento, piuttosto che affermare che “non passa nel sangue”. Una piccola quota può essere misurabile sistemicamente: negli studi farmacocinetici con la crema all’1% l’esposizione plasmatica è risultata bassa e negli studi precoci con soluzione al 5% sul cuoio capelluto le concentrazioni plasmatiche risultavano rapidamente eliminate.

E gli effetti sistemici e sessuali?

Questo meccanismo è particolarmente interessante rispetto agli antiandrogeni sistemici: l’obiettivo è bloccare il segnale androgenico localmente senza produrre una significativa attività antiandrogena nel resto dell’organismo. Nei dati clinici disponibili non è emerso un segnale significativo di effetti ormonali sistemici e, nei risultati a 12 mesi comunicati per SCALP 1 e SCALP 2 con clascoterone 5%, il profilo di sicurezza è risultato comparabile al veicolo senza effetti ormonali sistemici significativi segnalati.

Questo rende biologicamente plausibile un rischio molto più contenuto di effetti antiandrogeni sistemici, compresi quelli sulla funzione sessuale. Non è però scientificamente corretto tradurre questo dato in “zero effetti sessuali”: i risultati completi dei Phase III devono ancora essere pubblicati in forma peer-reviewed e un trattamento topico non può essere considerato per definizione privo di assorbimento o di eventi avversi.

In condizioni di massima esposizione con la crema all’1% per acne è stata inoltre osservata in una piccola quota di soggetti una soppressione biochimica e reversibile dell’asse ipotalamo-ipofisi-surrene, senza manifestazioni cliniche di insufficienza surrenalica. È un ulteriore motivo per distinguere bassa attività sistemica da assenza assoluta di attività sistemica.

La formulazione conta: crema 1% e soluzione 5% non sono la stessa cosa

Questo è il punto più interessante dal punto di vista galenico. Dire semplicemente “clascoterone” non descrive completamente il trattamento.

Una crema all’1% sviluppata per l’acne non è equivalente a una soluzione al 5% progettata per il cuoio capelluto. Cambiano almeno:

  • concentrazione;
  • quantità applicata;
  • forma farmaceutica;
  • sistema solvente;
  • evaporazione;
  • distribuzione sul cuoio capelluto;
  • stabilità del principio attivo;
  • esposizione cutanea e sistemica.

Per questo avere la materia prima non significa aver risolto il problema formulativo. Solubilità, stabilità e scelta del veicolo fanno parte della qualità della preparazione.

Clascoterone galenico in Italia

L’autorizzazione europea del clascoterone come medicinale per l’acne ha modificato il contesto regolatorio e di approvvigionamento della sostanza. In Italia una preparazione magistrale può essere valutata dal farmacista nel rispetto dell’art. 5 della Legge 94/1998, della prescrizione medica e delle altre norme applicabili.

L’impiego per l’alopecia androgenetica resta distinto dall’indicazione autorizzata del medicinale industriale per l’acne. Per questo non va confusa la disponibilità della materia prima con l’esistenza di un medicinale industriale a base di clascoterone già autorizzato per la calvizie.

Nel nostro Database Galenica e Laboratorio Galenico è disponibile la scheda tecnica relativa al clascoterone in lozione. La scheda descrive esclusivamente fattibilità tecnica, forme e aspetti formulativi: le preparazioni magistrali vengono allestite su prescrizione medica e non costituiscono un prodotto di automedicazione.

Clascoterone può essere associato a minoxidil o finasteride?

Dal punto di vista farmacologico i meccanismi sono differenti: minoxidil non è un antiandrogeno, finasteride riduce la formazione di DHT e clascoterone antagonizza il recettore androgenico. Questo crea un razionale teorico per strategie combinate.

Ma razionale farmacologico e compatibilità galenica non sono la stessa cosa. Prima di riunire più principi attivi nella stessa preparazione bisogna valutarne solubilità, stabilità, pH, veicolo e compatibilità. Inoltre, la scelta dell’associazione e delle concentrazioni compete al medico prescrittore.

Clascoterone è migliore della finasteride?

Oggi non abbiamo una base sufficiente per rispondere con un semplice sì o no. I due farmaci agiscono in punti diversi della via androgenica e il programma SCALP ha confrontato il clascoterone 5% principalmente con il proprio veicolo, non con finasteride orale in un grande trial head-to-head progettato per stabilire una superiorità.

Il dato più interessante del clascoterone non è quindi poterlo definire “migliore”, ma l’introduzione di un meccanismo antiandrogeno topico differente dall’inibizione della 5-alfa-reduttasi.

Clascoterone per capelli: a che punto siamo nel 2026?

Il quadro attuale può essere riassunto così: la molecola è già autorizzata nell’Unione Europea in crema all’1% per l’acne; per l’alopecia androgenetica maschile la soluzione al 5% ha completato due grandi studi di Fase III con risultati topline positivi e dati di sicurezza a 12 mesi comunicati nel 2026; il percorso regolatorio per l’indicazione AGA è però ancora distinto e in corso.

Per questo è corretto parlare di evidenza clinica avanzata, ma non di un medicinale industriale già autorizzato in Europa per la calvizie.

Conclusioni

Il clascoterone è interessante perché affronta l’alopecia androgenetica da un punto diverso rispetto a finasteride e dutasteride: non blocca principalmente la produzione di DHT, ma il suo segnale a livello del recettore androgenico.

I risultati di Fase III rendono la molecola molto più concreta rispetto a pochi anni fa, ma bisogna evitare due semplificazioni opposte: definirla una rivoluzione già dimostrata oppure liquidarla come una semplice alternativa alla finasteride.

Il vero quadro è più interessante: meccanismo, concentrazione, dose, veicolo, stabilità e assorbimento fanno parte dello stesso problema farmacologico. Ed è proprio qui che la formulazione diventa parte integrante del trattamento topico.

FAQ sul clascoterone

Cos’è il clascoterone?

È un antagonista topico del recettore androgenico, noto anche come cortexolone 17α-propionato. È autorizzato nell’UE in crema all’1% per l’acne e viene studiato in soluzione a concentrazione maggiore per l’alopecia androgenetica.

Clascoterone e finasteride sono la stessa cosa?

No. Finasteride inibisce la 5-alfa-reduttasi e riduce la formazione di DHT; clascoterone antagonizza il recettore androgenico.

Quale concentrazione è stata studiata per i capelli?

La Fase II ha valutato più concentrazioni e regimi, mentre i due studi pivotal SCALP 1 e SCALP 2 hanno utilizzato clascoterone soluzione al 5% due volte al giorno.

Il clascoterone 5% è già approvato per l’alopecia?

No. La soluzione per alopecia e la crema Winlevi 1% per acne sono prodotti e indicazioni differenti. I trial di Fase III nell’AGA hanno prodotto risultati topline positivi, ma il percorso autorizzativo per l’alopecia è distinto.

Il clascoterone può dare effetti sessuali sistemici?

Il clascoterone viene rapidamente idrolizzato a cortexolone dopo l’assorbimento, limitando l’attività antiandrogena sistemica. Nei dati clinici disponibili non è emerso un segnale significativo di effetti ormonali sistemici; questo non equivale però a dimostrare un rischio zero di eventi sessuali o sistemici.

Il clascoterone galenico richiede ricetta?

Le preparazioni magistrali tricologiche a base di clascoterone vengono valutate e allestite su prescrizione medica nel rispetto della normativa applicabile.

Clascoterone nel Database Galenica

Consulta la scheda della lozione galenica a base di clascoterone per informazioni tecniche su forma farmaceutica, formulazione e prescrizione.

Fonti scientifiche e documentazione

Nota sulle fonti: i risultati di efficacia di SCALP 1 e SCALP 2 citati nell’articolo sono risultati topline comunicati dallo sviluppatore; al momento dell’aggiornamento dell’articolo il dataset completo non è ancora pubblicato integralmente come articolo peer-reviewed.

Articolo a finalità informativa e scientifica. Non costituisce indicazione terapeutica, invito alla prescrizione o sostituto della valutazione del medico e del farmacista.

Dr Giuseppe Desando — Farmacista e formulatore.
Laureato in Farmacia all’Università degli Studi di Siena, con formazione in fitoterapia e galenica. Il suo percorso professionale comprende attività di ricerca e sviluppo sulle piante medicinali, produzione di estratti vegetali e distribuzione di principi attivi farmaceutici. Oggi si occupa di preparazioni galeniche e sviluppo formulativo di integratori e cosmetici.

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